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Le scoperte scientifiche, le opere d’arte e più in generale le cose belle non sono altro che “brevità”, distillati di realtà che descrivono la complessità del mondo in modo più essenziale ed efficiente. La ricerca della “brevità” non è solo l’obiettivo di scienziati, artisti ma è ancor prima il fine della nostra percezione, che ricrea continuamente schemi essenziali e fedeli del mondo, rendendolo comprensibile alla coscienza. Quest’ultima può decidere se continuare il lavoro virtuoso di analisi e sintesi, per comprendere aspetti sempre più complessi e generali della realtà. Oppure può decidere di non farlo, contrastando l’umano istinto di conoscere.

Neuro-Confucio.

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