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Editoriale.

The shorter è un progetto di open innovation che nasce per fare incontrare ‘i più brevi’ – giornalisti, creativi della comunicazione e semplificatori di diversi settori, sul terreno comune della brevità, intesa come sintesi oggettiva della realtà. Solo attraverso questa qualità invisibile è possibile comprendere e comunicare cose nuove e complesse, favorire nuove connessioni tra competenze, dati e tecnologie, fare emergere soluzioni che permettano di gestire la crescente complessità. Mai come oggi serve introdurre una nuova disciplina dedicata alla semplificazione, un processo che inizia necessariamente da una comunicazione non solo più breve e oggettiva, ma anche meno autoreferenziale. Per questo ogni contributo di “the shorter”, compreso l’editoriale, non ha nome nè autore, promuovendo il concetto invece del soggetto. ciao@5hort.it

 

La ricerca della brevità.

La pagina bianca di Google, la teoria della relatività e persino le opere dei grandi artisti nascono dalla ricerca della brevità, intesa come semplificazione di processi fisici e cognitivi. La capacità di semplificare è una forma di creatività invisibile che ha sempre più peso politico ed economico. In un contesto in cui tempo ed energia sono risorse sempre più scarse la brevità diventa la condizione per fare e per comunicare. E’ quindi sulla qualità della sintesi che si decide la bontà delle nostre azioni. 

 

Italian followers.

Pensare in grande significa semplificare, riducendo la distanza tra le persone e i loro obiettivi. Semplificando processi e servizi Amazon, Google e altri hanno creato nuovi benefici, sia estetici che funzionali, facendo la differenza rispetto ai concorrenti. Il messaggio del mercato è forte e chiaro: chi non investe in semplificazione è destinato a rimanere un follower. Semplificare è difficile, sopratuttto in Italia dove la ricchezza di diversità favorisce la frammentazione e rende più difficile unire i puntini in un quadro comprensibile e governabile. Questa condizione rappresenta anche un’opportunità: quella di sviluppare e potenziare le nostre capacità di semplificazione per organizzare, comprendere e gestire sistemi sempre più complessi. 

Una nuova estetica della realtà.

Mai come oggi è decisivo distinguere le brevità parziali, create dai cacciatori di consenso per compiacere, spaventare e quindi controllare le masse, dalla sintesi reale con cui lo scienziato o il vero giornalista persegue e asseconda il fine naturale del nostro cervello di conoscere la realtà. Osservando il funzionamento dei processi percettivi e persino di ogni singolo neurone, si scopre che il cervello è progettato per creare una sintesi sincera e oggettiva del mondo, consentendoci di comprenderlo e interagire con esso. Se il nostro processo visivo creasse una sintesi parziale della realtà, che non corrisponde al mondo reale, noi inciamperemmo ad ogni passo e non sopravvivremmo a lungo nell’ambiente. E’ quello che sta succedendo a livello consapevole e su scala globale dove le false brevità dei nuovi leader portano le masse a scelte e azioni auto-distruttive. Questi proclami forniscono una risposta istintiva e immediata ai nostri desideri e paure e per questo prevalgono su qualunque tentativo di descrivere la complessità della realtà in modo oggettivo e razionale. E’ un enorme problema e al tempo stesso un’opportunità: quella di  rendere la complessità della realtà breve e attraente come un proclama. Abbiamo un solo modo per farlo: attingere alla nostra capacità di sintesi più autentica e profonda, riducendo la complessità per creare una nuova estetica della realtà. 

 

 

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