Seleziona una pagina
Condividimi

Illustrazione di Francesco Gori
.
Editoriale.

The shorter nasce per fare incontrare i più brevi – giornalisti, creativi della comunicazione e semplificatori di qualunque settore, sul terreno comune della brevità, intesa come sintesi di verità ed efficienza. Solo attraverso questa qualità è possibile comprendere e comunicare cose nuove e complesse anche quando tempo e attenzione sono scarsi, favorendo così nuove connessioni tra competenze, dati e tecnologie. Fino a far emergere nuove soluzioni che fanno la differenza, persino rispetto ad Amazon. Tutto inizia della comunicazione che deve diventare più efficiente e adatta al nostro tempo. Francesco Gori, esperto in semplificazione.

 

La ricerca della brevità.

La pagina bianca di Google, la teoria della relatività e persino le opere dei grandi artisti nascono dalla ricerca della brevità, intesa come semplificazione di processi fisici e cognitivi. La capacità di semplificare è una forma di creatività invisibile che ha sempre più peso politico ed economico. In un contesto in cui tempo ed energia sono risorse sempre più scarse la brevità diventa la condizione per fare e per comunicare. E’ quindi sulla qualità della sintesi che si decide la bontà delle nostre azioni. Neuro Confucio, futurologo.

 

Italian followers.

Pensare in grande significa semplificare, riducendo la distanza tra le persone e i loro obiettivi. Semplificando processi e servizi Amazon, Google e altri hanno creato nuovi benefici, sia estetici che funzionali, facendo la differenza rispetto ai concorrenti. Il messaggio del mercato è forte e chiaro: chi non investe in semplificazione è destinato a rimanere un follower. Semplificare è difficile, sopratuttto in Italia dove la ricchezza di diversità favorisce la frammentazione e rende più difficile unire i puntini in un quadro comprensibile e governabile. Questa condizione rappresenta anche un’opportunità: quella di sviluppare e potenziare le nostre capacità di semplificazione per organizzare, comprendere e gestire sistemi sempre più complessi. Alberto Fuser, sociologo. Una nuova estetica della realtà. Mai come oggi è decisivo distinguere le brevità parziali, create dai cacciatori di consenso per compiacere, spaventare e quindi controllare le masse, dalla sintesi reale con cui lo scienziato o il vero giornalista persegue e asseconda il fine naturale del nostro cervello di conoscere la realtà. Osservando il funzionamento dei processi percettivi e persino di ogni singolo neurone, si scopre che il cervello è progettato per creare una sintesi sincera e oggettiva del mondo, consentendoci di comprenderlo e interagire con esso. Se il nostro processo visivo creasse una sintesi parziale della realtà, che non corrisponde al mondo reale, noi inciamperemmo ad ogni passo e non sopravvivremmo a lungo nell’ambiente. E’ quello che sta succedendo a livello consapevole e su scala globale dove le false brevità dei nuovi leader portano le masse a scelte e azioni auto-distruttive. Questi proclami forniscono una risposta istintiva e immediata ai nostri desideri e paure e per questo prevalgono su qualunque tentativo di descrivere la complessità della realtà in modo oggettivo e razionale. E’ un enorme problema e al tempo stesso un’opportunità: quella di  rendere la complessità della realtà breve e attraente come un proclama. Abbiamo un solo modo per farlo: attingere alla nostra capacità di sintesi più autentica e profonda, riducendo la complessità per creare una nuova estetica della realtà. Paola Giuffredi, giornalista.

 

 

Condividimi