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Creatività e innovazione sono termini abusati, che hanno perso valore e rilevanza. L’inflazione creativa rende sempre più difficile distinguere la vera innovazione, che produce benefici concreti, dalla capacità di “creare” semplici varianti o novità fini a sè stesse. E’ anche un problema di parole: i termini innovatore e creativo veicolano il concetto di nuovo, lasciando implicito il beneficio che la novità può portare. In un mondo nuovo servono parole nuove, capaci di guidare azioni concrete: Il termine ‘shorter’ definisce una nuova competenza che compie un’azione creativa e al tempo stesso utile: quella di semplificare i processi esistenti, fisici e cognitivi, creando conoscenze e innovazione. Per lo shorter la semplificaizone non è solo il fine dell’innovazione, ma è anche il mezzo per raggiungerla: solo attraverso la semplificazione della comunicazione è possibile comprendere nuovi concetti e poi unirli a loro volta in nuovi processi e oggetti più efficienti. E’ il principio alla base della short innovation, un nuovo movimento creativo che inizia da un manifesto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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