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Chi ha detto che non si legge più? Ad un’analisi più attenta risulta che tra messaggi, siti e slide le persone leggono l’equivalente di 50 pagine al giorno, ma lo fanno in modo diverso. I nuovi lettori non sono più in grado di recepire la conoscenza nei formati lunghi e complessi del millennio passato perchè la capacità di attenzione media è scesa a 8 secondi, che è più o meno quella di un pesce rosso. Per questo è necessario diventare più ‘brevi’, ripensando la conoscenza in un formato e con una frequenza più adatti al nuovo cervello ‘short’. La sfida è semplificare la complessità della realtà in modo oggettivo, senza ridurla ad una descrizione parziale e strumentale, come fanno alcuni politici. Per passare dalle parole ai fatti servono una vera disciplina della semplificazione e una nuova competenza capace di applicarla. Gli shorter sono creativi, giornalisti  ed esperti di brevità che aiutano gli editori a creare progetti più adatti al nostro tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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