Seleziona una pagina

Era importante che le basi teoriche dello short thinking, il concetto alla base dei nostri servizi di consulenza e formazione, ottenessero un riscontro scientifico. Particolarmente significativo è Il fatto che questo riconoscimento sia venuto dalla rivista ufficiale della Gestalt Psycology, una delle più importanti correnti della psicologia del 900 (e ora tornata centrale per il suo focus e le implicazioni sui processi di unificazione e integrazione delle informazioni e quindi sulla creazione di senso, che le intelligenze artificiali statistiche non possono strutturalmente simulare). Attraverso principi come “Il tutto è più dell’insieme delle sue parti” la psicologia della forma (in tedesco Gestalt) ha influenzato campi diversi, dalla psicologia della percezione, alla sociologia fino al design. Proprio il “design”, inteso sia come rappresentazione artistica che come progetto, è alla base di “Theory and pratice of visual representation“, un paper che prova a spiegare come i processi percettivo, il pensiero creativo e la stessa coscienza, che non sono osservabili neppure con le più avanzate tecnologie di scansione cerebrale, possano essere “osservati” attraverso la pratica del disegno che secondo la teoria rappresenta una replica osservabile del processo percettivo.

Gli studi sulla neuro-fisiologia funzionale hanno dimostrato che il nostro sistema visivo è composto da milioni di cellule altamente specializzate. Grazie a tecnologie di scansione cerebrale di neuroimaging i ricercatori hanno “visto” che ogni cellula corrisponde ad una precisa porzione del campo visivo e si attiva solo di fronte a una specifica caratteristica dell’immagine (un trattino in una certa posizione o inclinazione, un puntino di un certo colore, uno stimolo con una certa forma e così via).

Questo ha permesso di chiarire che nelle prime fasi della visione il nostro occhio scompone l’immagine in milioni di parti e caratteristiche elementari. Quello che ancora non comprendiamo, e che nessuna tecnologia di scansione può mostrare direttamente, è l’invisibile processo “creativo” e inconscio con cui i frammenti di informazione vengono ricomposti e organizzati in un’esperienza unitaria, stabile e cosciente della realtà.

Questo pone una questione di carattere epistemologico e quindi di metodo scientifico: è possibile comprendere aspetti “invisibili” come il pensiero visivo, il codice neurale e la coscienza, utilizzando strumenti adatti a studiare la fisiologia del cervello e a rilevare l’attivazione delle sue cellule? E’ lecito chiedersi se non esista uno strumento più adatto per studiare i processi inconsci a cui nè il pensiero razionale nè le tecnologie di scansione cerebrale hanno accesso diretto.

Proviamo a ripartire da un foglio bianco e ipotizziamo che alcune abilità umane non siano che l’estensione cosciente di specifici processi percettivi. Secondo questa idea l’esperienza del disegno dal vero non sarebbe che l’estensione cosciente del processo con cui il nostro sistema visivo analizza e sintetizza la realtà, rappresentandola internamente sotto forma di schemi mentali: la tesi su cui si basa la mia ricerca è che l’uomo avrebbe scoperto gradualmente le regole del disegno, adattando la propria capacità  di rappresentazione implicita e naturale all’obiettivo di visualizzare la realtà su un supporto esterno. Per questo motivo la tecnica del disegno dal vero conserverebbe la struttura del processo visivo, permettendo a chi la pratica di studiare la percezione un punto di vista privilegiato.

Per verificare e sviluppare questa intuizione non basta tuttavia osservare un disegnatore all’opera o scansionare l’attività del suo cervello mentre disegna*: è necessario che il ricercatore sperimenti direttamente il disegno dal vero, apprendendo una tecnica “universale”, rimasta invariata dal rinascimento, che io stesso ho imparato alla scuola d’arte.

Descrivendo i passaggi della rappresentazione dal vero ho iniziato a disegnare una nuova teoria sul sistema visivo, sperimentando al tempo stesso un metodo alternativo per indagare i processi invisibili del pensiero. Per essere valido un nuovo metodo di indagine deve innanzitutto produrre dati coerenti con quanto già sappiamo sulla percezione visiva, e in effetti è stato così: una rigorosa analisi del processo del disegno dal vero ha restituito informazioni coerenti con gli studi provenienti dalla neuro-fisiologia visiva.

Al tempo stesso l’analisi del disegno ha aperto una finestra sull’intero processo con cui la mente ricrea e rappresenta la realtà. Sul linguaggio che utilizza per descrivere rapporti spaziali e causali, creando concetti e idee. Sul ruolo fondamentale dell’attenzione nell’intero processo di organizzazione. E infine su come tutto si integri in un codice breve (short) che permette al cervello di descrivere e organizzare oggetti ed eventi della realtà in modo efficiente e “stabile”, registrando solo gli aspetti “invarianti” delle cose. Tutto questo marca una differenza con il modelli associativi e quantitativi dell’intelligenza rtificiale che apprendono il mondo senza comprenderlo: utilizzando associazioni e correlazioni invece che relazioni non si può creare un modello del mondo in cui immaginare cose che non abbiamo visto e memorizzato. La capacità di semplificare, capire e immaginare è alla base dei nostri successi evolutivi e di mercato ma si sta perdendo in una società sempre più veloce e quantitativa, che non lascia spazio e tempo alle capacità trasformative. In questo senso il disegno ci riconnette con le nostre qualità alte, mostrandoci come il cervello crea nuove relazioni tra informazioni note, ricreando la realtà in un formato più comprensibile, “bello” ed efficace, metafora questa di ogni progetto di design e innovazione.

La pratica della rappresentazione porta inoltre ad affrontare tutti i problemi classici delle neuro-scienze, facendo emergere domande e ipotesi originali su cosa siano le immagini mentali, l’esperienza estetica e la coscienza. Tutto diventa coerente con il disegno teorico che si delinea anche attraverso i riscontri che provengono dagli studi sulla neurofisiologia funzionale del cervello.

Per informazioni e approfondimenti: info@5hort.it

Condividimi

PHP Code Snippets Powered By : XYZScripts.com