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Neuro marketing, Google sprint, design thinking, data driven creatvity, e-commerce, UXD, SEO, I.A., A.R., i.4.0, I.o.T.? Ti basta uno shorter, l’evoluzione del direttore creativo che passa dalle parole ai fatti, integrando comunicazione e innovazione per farti fare di più con meno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie ad un approccio interamente orientato alla riduzione, lo shorter crea soluzioni non solo più sostenibili – da un punto di vista comunicativo, economico e ambientale – ma anche più rilevanti, aumentando così il valore e la visibilità del brand. Questa nuova risorsa supporta il reparto marketing, anche in remoto, raggiungendo importanti tasks in soli 3 mesi:

  • Seleziona nuove risorse e tecnologie presenti sul mercato, aiutandoti a comprenderle e connetterle con il tuo business.
  • Ottimizza i processi di comunicazione e di acquisto, sia nei motori di ricerca che per il cervello delle persone (che ha solo 8 secondi di attenzione).
  • Trasforma i big data in short data, creando inforimazioni più rilevanti, che migliorano comunicazione, apprendimento e innovazione all’interno dell’azienda.
  • Fa emergere velocemente identità, bisogni e benefici nascosti nel tuo business.
  • Progetta soluzioni di short innovation, nuove attività, processi e prodotti che possono essere testati e lanciati a costo e rischio zero.

Integrando consulenza e formazione lo shorter aggiorna la risorse di marketing, comunicazione e ricerca, trasformando la filiera in un vero motore di short innovation:

Perchè prima che dalla tecnologia e dal design l’innovazione nasce sempre da una nuova comunicazione”.

Francesco Gori, founder 5hort.

Premiato con lo small business awards 2019 & 2020, il progetto shorter è il risultato della lunga esperienza creativa di Francesco Gori e dei fondatore di 5hort: “Lavorando per agenzie e brand internazionali ho potuto studiare dall’interno i processi di comunicazione, apprendimento e innovazione, osservando come queste capacità, fondamentali per il nostro adattamento, decadano in ambienti dove durata e qualità dell’attenzione sono limitate.

 

 

 

 

 

E’ fisiologico: in un contesto sempre più informatizzato, frammentato e incerto gli individui e le imprese sono più portate a eseguire semplice compiti di routine, già codificati, piuttosto che affrontare la complessità del cambiamento, inteso come apprendimento e innovazione. Il fenomeno della crescente resistenza al cambiamento riguarda sia il conumatore, divenuto più pigro nell’accogliere nuovi prodotti che richiedono un minimo di sforzo, che le imprese, da troppo tempo affidate a manager più bravi a gestire (manage) processi e prodotti esistenti che non a innovarli. Questo fenomeno è particolarmente affermato in Italia, dove alla framentazione digitale, si aggiunge quella culturale procedurale. Grazie alla sua maggiore entropia l’Italia è il posto ideale per sviluppare un processo di innovazione più efficiente. Se funziona qui funzionerà ovunque.

La tesi è supportata da un dato: soltanto il 13% delle aziende italiane adotta un approccio integrato all’innovazione (fonte: Forbes, 2018), segno che nuovi metodi “smart” come design thinking e google sprint da noi attecchiscono meno, rivelandosi spesso iniziative fini a sè stesse. Aggiornamento tecnologico, ricerca dati, call for ideas e sviluppo di prodotti continuano ad essere attività separate, che non si integrano in un processo di innovazione efficiente, ottimizzato per le risorse disponibli. Per questo serve definire e introdurre una nuova funzione creativa, capace di unire i puntini per creare strategie di “short innovation, in grado di abilitare il cambiamento anche in presenza di risorse limitate.

La parola shorter definisce una nuova risorsa creativa che costituisce la naturale e necessaria evoluzione del direttore creativo della pubblicità che da semplice terminale della comunicazione creativa (ormai divenuta una commodity) diventa il fulcro dell’intero processo di innovazione che inizia dalla comunicazione. Attraverso brevi colloqui con gli stake holders, gli esperti legati ad un obiettivo di business, lo shorter semplifica le informazioni tecniche, trasformando i big data in short data: informazioni brevi e rilevanti che possono essere comprese e connesse anche in presenza di risorse cognitive ed economiche ridotte.

“Bisogna ripartire dalle parole, che rappresentano il linguaggio di programmazione delle nostre azioni”.

Francesco Gori.

https://youmark.it/tag/5horter/

 

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